laboratorio
il cammeo

Origini del cammeo

L’arte di incidere scene mitiche e divinità su pietra, conchiglia o altro materiale adatto, è molto antica. Monili e medaglioni, riccamente decorati, sono stati rinvenuti a più riprese in vari siti archeologici, come pure negli scavi di Pompei ed Ercolano, e ciò dimostra che, sin dai tempi dei romani, erano già in voga oggetti con incise figure di deità. Nei ritrovamenti archeologici di Pompei, inoltre, troviamo esempi di “cammei”, realizzati anche su pietra lavica.

Il primo esempio di incisione, utilizzata per i sigilli, risale a 4000 anni fa in Mesopotamia, altri esempi risalenti alla XII dinastia egizia intorno al 1750 a.c. sono esposti al Metropolitan Museum di New York, e si tratta di incisioni su pietre a forma di scarabei utilizzati anch’essi per sigilli.

Il primo cammeo inteso come ornamento da applicare ad anelli ed orecchini fu prodotto in Grecia intorno al 400 a.C.

Tra i materiali usati per la loro realizzazione non vi era ancora la conchiglia, ma minerali quali la corniola rossa, il diaspro, l’onice e la malachite, che però non riuscivano a rendere l’effetto policromo, l’agata invece, per la sua caratteristica formazione a strati di colori diversi si prestò alle prime realizzazioni di incisioni a bassorilievo.

Come ancora oggi lo schizzo veniva inciso nello strato superiore, di colore più chiaro, che consentiva il risalto del disegno rispetto al colore di fondo.

I soggetti preferiti che furono incisi dagli antichi greci sono sempre stati i profili di donna, le divinità e le figure mitologiche.

Nel primo secolo a.C. l’abilità degli artisti greci raggiunse Roma, ed i cammei entrarono nella moda delle classi più elevate e furono prodotti in vari formati. Quando l’impero romano si avvicinò alla sua fine, l’incisione ebbe un grosso periodo di crisi e questa arte fu abbandonata per diversi secoli. I cammei tornarono di moda nel 14° secolo, soprattutto in Italia, con una vasta produzione in calcedonio usati per mostra personale o per simboli cristiani. Nei secoli seguenti gli artisti si rifecero alle antiche incisioni su cammeo e questi conseguirono la funzione di oggetti ornamentali, applicati specialmente su spille, anelli e medaglie. Se in epoca barocca l’interesse per queste opere sembrava svanire, essi tornarono alla ribalta nel 18° secolo. A Napoli, allora capitale del Regno delle Due Sicilie, nacque la “Reale Scuola di Incisione”, fondata da Carlo III di Borbone che si riprometteva di accogliere “quanti di incisione si dilettassero”. Magnifici bassorilievi e splendidi monili uscirono dalle mani degli artisti che convennero in quella scuola ad opera del munifico sovrano.

La tecnica di incisione richiesta era formata dall’uso di un piccolo attrezzo circolare e da una miscela di olio d’oliva, smeriglio e polvere di diamante. Sebbene i ritratti furono ancora i soggetti più popolari, raramente i cammei non rappresentarono temi storici, allegorici o di classica inspirazione. Sempre nel 18° secolo J. Wedgwood propose imitazioni di cammei nelle sue ceramiche; continuando fino al 19° secolo quando si cominciò ad adoperare, come materiale di incisione, la conchiglia marina e i cammei iniziarono ad essere molto popolari. Di solito, seguendo la tradizione, le incisioni consistono in riproduzioni di teste o figure mitologiche; di dei e personaggi mitici tra cui primeggiano Venere, Diana, Flora, Giove, Mercurio, nonché Baccanti ed eroi greci e romani; anche i materiali usati spaziano dalle conchiglie, coralli, a svariati minerali e pietre semi preziose.

A volte è l’estro creativo dell’artista-incisore a inventare soggetti nuovi e ritratti religiosi o di uomini famosi della storia lontana e recente.

Oggi il cammeo è molto richiesto, molti sono i paesi che hanno provato a produrli , ma l’Italia ed in particolare Torre del Greco in Campania, mantiene la sua posizione di principale produttore, sia per la presenza, universalmente nota, della Scuola Statale d’ Arte di incisione, ma soprattutto grazie alla trasmissione di questa arte da padre in figlio.

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